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Arte e Impresa
Written by Alessio Niccolai    Monday, 09 October 2006 08:49    PDF Print E-mail
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L'Arte e la Cultura in Italia affondano le loro radici in un passato a dir poco straordinario: inutile enumerare la lunghissima sequela di grandi nomi a partire dalla propaggine italica della Magna Grecia, attraverso le glorie imperiali di Roma, fino a tutto il Medioevo, con punte di incredibile magniloquenza nel Rinascimento e, comunque, senza escludere nessuno dei successivi periodi; un nome su tutti, dalla nostra generosissima Toscana: Leonardo da Vinci!

Oggi purtroppo il Bel Paese è in preda all'unica vera barbarie mai occorsa da tempi immemori: l'avvento della TV spazzatura o "Spam-TV", fenomeno che ha letteralmente travolto non soltanto lo stesso medium, ma anche suoi illustri coinquilini come il cinema che, dai gloriosi tempi della Anna Magnani, attraverso quelli dei vari Gassman, Manfredi, Sordi o di registi come Fellini, Pontecorvo, Leone e Argento, in cui si seppe fare della ristrettezza economica una virtù, coniugando sapientemente fantasiae creatività, perizia attoriale, gusto tematico e potenza degli intrecci, sta attraversando una stagione di grande travaglio, in particolare a carico delle disponibilità finanziarie in fase di produzione, sempre più spesso rimpinguate dalle casse statali (con conseguente subalternità e condizionamento politici) e sempre più costrette al concetto di "free lancing" generalizzato o di ridimensionamento degli obiettivi, o come il teatro, de-professionalizzato e progressivamente sempre più incline all'associazinismo, al no-profit e al "dopo-lavoro".

Creare, progettare, inventare oggi diviene una sfida costante al sistema delle telecomunicazioni, pervaso da un intimo e reverenziale qualunquismo, disimpegno e disarmo del concetto di Arte, svuotamento dell'idea di Cultura, e, soprattutto, rinuncia alla risorsa letteraria: "fare Arte" oggi significa necessariamente compiere una scelta imprenditoriale, poiché non sussistono più neanche i margini di sussistenza per un decoroso e dignitoso percorso libero-professionale.

L'Artista oggi in Italia, sia che persegua obiettivi di reddito da royalties, o che scelga invece la via "commissionaria", è costretto a ponderare un percorso imprenditoriale, fatto di poderose collaborazioni, grande condivisione di impegno e di profitto, immaginando a priori che questi fattori non rappresentino un limite alla sua attività, ma piuttosto un valore aggiunto!

Un'impresa animata dunque non dall'avido ed ingordo perseguimento del profitto ad ogni costo, ma da un responsabile senso della condivisione di scelta e della ripartizione diffusa, un'impresa protesa dunque alla riqualificazione ed al ripopolamento delle periferie, delle risorse meno "linkate" alla rete dei rapporti commerciali, in tutto e per tutto protesa verso l'affermazione del dualismo Cultura-Business, laddove altrimenti prevalga l'indirizzo del "qualcosa nel posto del niente".

Le proposte o, per dirla in gergo commerciale, le "offerte" di un'impresa di spettacolo intenta a voler produrre Cultura, non possono che essere poliedriche e collaborative, capaci di integrare ispirazione letteraria, estro creativo, pubbliche relazioni, attitudine al contatto umano, ispirazione letteraria e capacità di integrazione tecnologica.


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Last Updated ( Tuesday, 14 July 2009 09:28 )